Integrazioni

Il CRM al centro,
gli altri programmi intorno.

Un connettore per volta, ognuno con il suo confine scritto: cosa legge, cosa scrive, cosa non tocca mai. Alcuni di questi li abbiamo costruiti per il nostro CRM e li usiamo ogni giorno; gli altri si valutano guardando che tipo di porta ha il vostro strumento.

Parliamo del vostro caso →

La regola che vale per tutte

Ogni dato ha un padrone, e uno solo. Il CRM legge dal padrone e mostra: non riscrive i dati fiscali del gestionale, non modifica la posta, non duplica i documenti. Dove serve scrivere davvero, lo scriviamo nero su bianco prima di attivarlo, e i permessi tecnici vengono chiusi di conseguenza. È il motivo per cui un errore del connettore non può fare danni: anche volendo, non ne ha il diritto.

Gestionale ed ERP

È l'integrazione che vale più di tutte le altre messe insieme, perché è quella che smette di far ricopiare l'anagrafica a mano. Dal gestionale portiamo nel CRM ragione sociale, partita IVA, indirizzi, referenti, e a seconda dei casi il venduto e lo scadenzario.

Come si aggancia: con le API se il gestionale le ha; leggendo il database in sola lettura se è installato in sede e chiuso; su export periodici se non c'è altra strada. Le tre soluzioni non costano uguale, ed è la prima cosa che verifichiamo.

Il collegamento fra i due mondi è un campo chiave sulla scheda cliente (l'identificativo del gestionale). L'abbinamento automatico per partita IVA lo compiliamo solo dove la corrispondenza è univoca: i casi ambigui restano da decidere a mano, contati in un riepilogo. È noioso e serve, perché due clienti fusi per sbaglio sono un danno che si scopre mesi dopo.

Software di fatturazione

Dal software di fatturazione arrivano anagrafica e fatturato, in sola lettura. Nel CRM il commerciale vede quanto ha fatturato quel cliente nell'anno e nel precedente, e cosa è ancora aperto, senza chiedere niente all'amministrazione.

Questo lo usiamo tutti i giorni sul nostro CRM: il connettore chiede solo permessi di lettura, quindi anche in caso di errore non può toccare i dati fiscali. Se il vostro software di fatturazione ha una API pubblica, la strada è la stessa.

Posta e calendario

Le email scambiate con un cliente compaiono nella sua scheda, agganciate riconoscendo l'indirizzo della controparte. Non serve mettere il CRM in copia e non serve inoltrare niente: chi apre la scheda vede la conversazione, allegati compresi.

Il calendario invece va nei due sensi: gli appuntamenti aziendali diventano riunioni del CRM e le riunioni create nel CRM finiscono nel calendario di chi le deve fare. Sulle cancellazioni e sui conflitti serve una regola decisa prima, perché è lì che i sistemi a due vie fanno danni: da noi vince la modifica più recente e le cancellazioni si propagano nei due sensi.

Documenti su Drive, NAS o SharePoint

I documenti restano dove sono. Nella scheda cliente mettiamo il collegamento alla sua cartella, in sola lettura, così si arriva ai file in un clic senza creare una seconda copia che diverge dalla prima. Un CRM pieno di allegati duplicati è un archivio che nessuno terrà aggiornato.

Form del sito e richieste dal web

Chi compila il modulo di contatto finisce direttamente nel CRM, con la provenienza registrata: da quale pagina è arrivato e con quale campagna. Vale per i siti in WordPress come per i siti fatti da noi. È la differenza fra sapere che "va bene, arrivano contatti" e sapere quali pagine portano lavoro vero.

Invio di comunicazioni ed email di massa

Se le comunicazioni partono dal CRM, prima si sistema il dominio: SPF, DKIM e DMARC configurati, e la reputazione costruita gradualmente invece di sparare diecimila email il primo giorno. Saltare questo passaggio significa finire in spam e portarsi dietro il problema anche sulla posta normale.

Poi vengono i consensi: iscrizione confermata, disiscrizione che funziona davvero, e lo storico di chi ha detto di sì e quando. È la parte che vi serve avere in ordine il giorno in cui qualcuno fa una domanda.

Ore, interventi e contratti

Per chi vende assistenza o pacchetti di ore, questa è la vista che manca sempre: quante ore sono state consumate su un contratto, quante ne restano, quando scade. Nel nostro CRM arriva dal sistema con cui i tecnici scrivono i rapportini; nel vostro può arrivare dal software di ticketing o dal foglio ore, purché ci sia un modo per leggerlo.

Chiedere al CRM invece di cercare

Sopra ai dati si può mettere un pannello per fare domande a parole: "quali contratti scadono nei prossimi due mesi", "quante ore abbiamo fatto per questo cliente quest'anno", "prepara il testo del rinnovo". È comodo soprattutto per chi in azienda non ha voglia di imparare i filtri.

Le condizioni per farlo senza pentirsene sono tre, e non sono negoziabili: sola lettura salvo eccezioni dichiarate, un elenco esplicito dei dati che possono uscire (il resto non è raggiungibile nemmeno per sbaglio), e il perimetro imposto due volte, nel codice e nei permessi del CRM. Sul nostro funziona così, ed è l'impostazione che scriviamo nei progetti dei clienti. Il tema più largo lo trattiamo nella pagina governance dell'AI.

Il vostro strumento non è in elenco

Probabile, e non è un problema: il nome conta meno di tre domande. Ha una API? Se no, il suo database è raggiungibile in lettura? Se no, sa produrre un export regolare? Con una risposta sì su tre si collega, con costi diversi.

Vale per i gestionali italiani installati in sede come per i software di settore, il magazzino, il ticketing, l'e-commerce, il centralino. Se ci dite cosa usate, in mezz'ora vi diciamo in quale dei tre casi siete e cosa comporta.

Prenota mezz'ora →

Un connettore per volta, partendo da quello che pesa

Non serve collegare tutto subito. Si comincia dall'integrazione che vi fa risparmiare più tempo, e il resto viene dopo.

Torna al servizio CRM